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3. Il Cloud della PA

Perché la PA ha deciso di definire e adottare un modello cloud ad hoc denominato “Cloud della PA”?

Non tutti i servizi e le infrastrutture di cloud computing sono uguali. In alcuni casi tali servizi possono anche non rispettare i principali standard di sicurezza, garanzie operative e affidabilità definiti a livello internazionale. Questa disomogeneità può rappresentare un rischio quando si affidano i propri dati a provider che non garantiscono dei livelli minimi di sicurezza e affidabilità.

Il modello Cloud della PA consente di mitigare tale rischio, qualificando servizi e infrastrutture cloud secondo specifici parametri di sicurezza e affidabilità idonei per le esigenze della PA, nel rispetto dei seguenti principi:

  • miglioramento dei livelli di servizio, accessibilità, usabilità e sicurezza;
  • interoperabilità dei servizi nell’ambito del modello Cloud della PA;
  • riduzione del rischio di «vendor lock-in»;
  • riqualificazione dell’offerta, ampliamento e diversificazione del mercato dei fornitori;
  • resilienza, scalabilità, «reversibilità» e protezione dei dati;
  • apertura del mercato alle Piccole e Medie Imprese (PMI).

Il Cloud della PA si compone di infrastrutture e servizi, qualificati da AgID sulla base di un insieme minimo di requisiti, secondo il modello riportato di seguito. Inoltre, servizi e infrastrutture saranno consultabili e confrontabili mediante una piattaforma dedicata, il Cloud Marketplace, una volta conseguita la qualificazione AgID secondo quanto descritto nelle circolari AgID n.2 e n.3 del 2018.

Modello del Cloud della PA

Fig. 3.1 Le componenti del modello del Cloud della PA

Il Cloud della PA è un modello cloud fortemente misto che include infrastrutture e servizi di tipo: Public Cloud [1], l’offerta dei Cloud Service Provider pubblici qualificati da AgID; Private Cloud [2], le infrastrutture e servizi erogati dai PSN; Community Cloud [3], i servizi SPC Cloud Lotto 1. Questo modello consente di soddisfare le diverse e complesse esigenze del settore pubblico.

Le infrastrutture qualificate si suddividono in tre categorie:

  • Poli strategici nazionali o PSN: l’insieme delle infrastrutture IT (centralizzate o distribuite), ad alta disponibilità, di proprietà dello Stato, elette a Polo Strategico Nazionale dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed in grado di erogare, in maniera continuativa, servizi cloud e hosting ad altre amministrazioni;
  • Cloud Service Provider o CSP: le infrastrutture e i servizi di Public Cloud offerti dai cloud service provider qualificati da AgID;
  • SPC Cloud: i servizi cloud infrastrutturali erogati nell’ambito del contratto quadro Consip - Cloud SPC Lotto 1.

I servizi SaaS del Cloud della PA dovranno necessariamente essere erogati mediante una o più infrastrutture qualificate.

3.1. I criteri di scelta dei servizi cloud

Il modello Cloud della PA fornisce una visione unitaria delle diverse tipologie di servizi previste per la PA. Il modello si ispira al principio Cloud First che propone di valutare l’adozione del paradigma cloud prima delle soluzioni tradizionali (generalmente basate su servizi di hosting o housing).

Al fine di selezionare, nell’ambito del Cloud della PA, il servizio e la modalità di erogazione più rispondenti alle esigenze dell’Amministrazione è opportuno applicare la preferenza SaaS First , ovvero indirizzare la propria scelta sui servizi SaaS già presenti e attivi nel Marketplace Cloud, se conformi alle necessità dell’amministrazione. La scelta dei servizi SaaS consente di beneficiare in pieno dei vantaggi offerti dal paradigma cloud e di ridurre drasticamente costi e sforzi amministrativi, in quanto non necessita di attività tecnica di gestione e sviluppo dedicato, cosa necessaria invece con l’acquisizione di servizi IaaS e PaaS.

Nel caso in cui, invece, non fossero disponibili servizi SaaS specifici, la scelta dei servizi IaaS e PaaS può avvenire sempre mediante il Cloud Marketplace.

Diventa, quindi, cruciale individuare quale delle tre tipologie di infrastrutture qualificate scegliere, tale scelta è indirizzata da 2 fattori:

  • la finalità del servizio all’utente e la tipologia di dati trattati le
  • caratteristiche commerciali del servizio cloud.

Non si tratta di una scelta tecnologica, in quanto le infrastrutture qualificate sono tutte tecnicamente omogenee come previsto dal Piano Triennale e in particolare dalla qualificazione delle infrastrutture.

Nella maggior parte dei casi in cui il servizio richiesto non gestisce dati di particolare rilevanza per la sicurezza nazionale la PA potrà ricorrere all’utilizzo di servizi commerciali o pubblici (public cloud CSP o community cloud SPC) dove la scelta sarà guidata esclusivamente dalle caratteristiche di qualità e prezzo offerte dai fornitori CSP o SPC, nel rispetto della normativa vigente in ambito di acquisizione di beni e servizi.

Nel caso dei PSN, vista la rilevanza e i costi correlati di tali infrastrutture sarà cura del Governo e delle Regioni valutare e disporre quali servizi considerati asset strategici nazionali dovranno essere erogati per mezzo degli stessi.

3.2. Il Marketplace delle infrastrutture e dei servizi cloud

Servizi e infrastrutture qualificate del Cloud della PA saranno esposti e consultabili mediante il Marketplace Cloud, una piattaforma che consentirà di visualizzare la scheda di ogni servizio mettendo in evidenza le caratteristiche, il costo e i livelli di servizio dichiarati dal fornitore. Le PA potranno confrontare servizi analoghi e decidere, in base alle loro esigenze, le soluzioni più adatte. Il Marketplace indicherà anche le modalità di acquisizione con cui uno specifico servizio potrà essere acquisito da una amministrazione rimandando allo strumento di procurement disponibile (p.e. portale acquistinretepa.it ) per procedere con l’acquisizione.

Importante

Le amministrazioni potranno acquisire esclusivamente servizi IaaS, PaaS e SaaS qualificati e pubblicati sul Marketplace Cloud a decorrere dal 20 novembre 2018.

Per maggiori informazioni si rimanda alle Circolari AgID 2/2018 e 3/2018.

3.3. La qualificazione dei Servizi cloud

Le procedure di qualificazione dei servizi cloud sono state definite cercando di sviluppare un processo semplice e veloce, dove la maggior parte dei requisiti di qualificazione possono essere forniti in forma di autocertificazione.

La procedura di qualificazione e tutti i requisiti previsti sono stati definiti dalle Circolari AgID n. 2 e n.3 del 9 aprile 2018, cui si rimanda per le informazioni di dettaglio.

3.3.1. Servizi SaaS

La qualificazione dei servizi SaaS nell’ambito del Cloud della PA assicura il rispetto di alcuni requisiti, tra cui:

  • la sicurezza applicativa, in termini di gestione dei dati, sicurezza di rete, aggiornamenti delle vulnerabilità note;
  • la disponibilità di un adeguato supporto tecnico per il cliente (multicanale, con prefissati e garantiti orari di reperibilità);
  • la trasparenza e la disponibilità di informazioni dettagliate e aggiornate sulle modalità di erogazione del servizio e di esportazione dei dati;
  • la disponibilità di incident report, statistiche e strumenti di monitoraggio delle risorse utilizzate, dei costi e dei livelli di servizio;
  • la qualità del servizio, con un insieme minimo di livelli di servizio garantiti obbligatori (ad es. disponibilità del servizio, tempistiche di risposta dell’assistenza tecnica), più ulteriori livelli di servizio proposti dal fornitore tipicamente riguardanti la larghezza di banda, i tempi di ripristino del servizio ed altre metriche relative alla capacità di elaborazione;
  • la protezione dei dati e la portabilità in tutte le fasi di avanzamento della fornitura (attivazione del servizio, erogazione del servizio e disattivazione del servizio), con procedure chiare e documentate e tutte le necessarie garanzie per l’utilizzatore del servizio;
  • l’interoperabilità mediante opportune API che dovranno rifarsi alle migliori pratiche di gestione (API management), prevedendo in particolare la tracciabilità delle versioni disponibili, la tracciabilità delle richieste ricevute ed evase, la documentazione degli endpoint SOAP e/o REST disponibili e delle rispettive modalità di invocazione.
  • ridurre il rischio di dipendenza esclusiva dal fornitore (lock in), garantendo in tal modo alle PA l’esportabilità dei propri dati in un formato interoperabile verso un’altra piattaforma.

Inoltre, la qualificazione rafforza la richiesta di protezione dei dati, dando rilievo alla conformità con le prescrizioni previste dalle norme (nazionali ed europee) in materia di sicurezza informatica e riservatezza dei dati.

3.3.2. Servizi IaaS e PaaS

I servizi cloud di tipo IaaS e PaaS consentono di disporre rispettivamente di risorse virtuali e piattaforme di sviluppo con le quali le amministrazioni possono sviluppare nuove applicazioni e servizi non disponibili tra i SaaS presenti nel Marketplace. Inoltre le amministrazioni, laddove indispensabile, possono virtualizzare le applicazioni tradizionali non predisposte per il modello cloud.

La qualificazione dei servizi IaaS e PaaS pone particolare attenzione ai seguenti aspetti:

  • la gestione della sicurezza estesa a tutti gli aspetti che riguardano sia l’infrastruttura che i servizi;
  • la gestione delle configurazioni e la gestione dei cambiamenti, aspetti fondamentali per l’amministrazione di infrastrutture IT complesse;
  • la gestione degli incidenti e il recovery dell’infrastruttura in seguito ad eventi critici;
  • l’interoperabilità con altri servizi e altre infrastrutture cloud dello stesso tipo, mediante l’utilizzo di standard aperti (ad es. Open Virtualization Format) ed opportune API.

Per assicurare che tutte queste problematiche vengano gestite correttamente, la qualificazione richiede che il fornitore e i servizi sottoposti a qualificazione siano conformi alle buone pratiche previste dai più importanti e diffusi standard del settore (es. norme UNI, ISO/IEC, ecc.), oltre che, in alcuni casi, a certificazioni specifiche (es. ISO/IEC 27001).

3.4. La qualificazione delle Infrastrutture

Le infrastrutture IT fisiche e virtuali destinate all’utilizzo da parte della pubblica amministrazione devono dimostrare di possedere determinati requisiti:

  • organizzativi - procedure certificate per l’erogazione dei servizi, la gestione di risorse e processi, il supporto agli utenti , la gestione dei cambiamenti;
  • di sicurezza e affidabilità - definizione dei livelli di servizio, privacy, sicurezza e protezione dei dati;
  • di performance e interoperabilità - garanzie sulle performance delle infrastrutture e sulla capacità di interoperare con altre infrastrutture analoghe mediante standard aperti, la possibilità di esportare i dati dei servizi erogati in formati aperti.

La verifica del possesso di tali requisiti costituisce una parte fondante del processo di qualificazione delle infrastrutture IT che possono operare nell’ambito del Cloud della PA.

Come precedentemente descritto, le infrastrutture qualificate ad erogare i servizi cloud qualificati possono essere CSP (Cloud Service Provider), SPC Cloud Lotto 1, PSN (Poli Strategici Nazionali).

3.4.1. Cloud Service Provider qualificati - Public Cloud

I Cloud service provider qualificati da AgID possono erogare servizi di tipo Public Cloud alle amministrazioni. Le qualificazioni AgID assicurano che le infrastrutture e i servizi dei CSP siano sviluppati ed operati secondo criteri minimi di affidabilità e sicurezza considerati necessari per i servizi digitali della PA.

La procedura di qualificazione delle infrastrutture dei CSP pone particolare attenzione ai seguenti aspetti:

  • la gestione della sicurezza estesa a tutti gli ambiti che riguardano l’infrastruttura dei servizi cloud (ISO/IEC 27001 estesa ai controlli ISO/IEC 27017 e ISO/IEC 27018);
  • la gestione delle configurazioni e dei cambiamenti (change management);
  • la gestione degli incidenti e il recovery dell’infrastruttura in seguito ad eventi critici;

Per assicurare che tutte queste problematiche vengano gestite correttamente, la qualificazione richiede che vengano adottate dal fornitore tutte le buone pratiche previste dai più importanti e diffusi standard del settore (es. ISO/IEC 27002).

La qualificazione dei CSP è in fase di avvio. L’elenco dei CSP qualificati sarà disponibile sul Marketplace Cloud in corso di attivazione.

3.4.2. Cloud SPC Lotto 1 - Community Cloud

L’infrastruttura di tipo “Community Cloud” è realizzata dal Raggruppamento Temporaneo d’Impresa aggiudicatario del Contratto Quadro Consip SPC Cloud Lotto 1. La descrizione dettagliata dei servizi e delle modalità di approvvigionamento è presente sul sito dedicato.

3.4.3. Poli Strategici Nazionali - Private Cloud

Nel modello Cloud della PA, i Poli Strategici Nazionali (cd. PSN) soddisfano la necessità di mantenere il controllo diretto da parte dello Stato sulle infrastrutture IT (Connettività, Data Center e piattaforme cloud) che erogano servizi considerati asset strategici nazionali. I PSN sono destinati a tutti quei servizi di rilevanza strategica e di interesse nazionale per i quali non è consigliabile che la gestione dell’infrastruttura e dei dati venga delegata a terze parti (es. sicurezza nazionale).

I Poli strategici nazionali saranno individuati dal Governo sulla base di una selezione di soggetti idonei svolta attraverso il processo definito nella Circolare n. 5 del 30 novembre 2017 pubblicata da AgID.

I PSN, se individuati, dovranno rispettare elevati requisiti di sicurezza, affidabilità, e capacità operativa e saranno coordinati centralmente per erogare servizi cloud omogenei, utilizzando piattaforme condivise.

3.5. La piattaforma da utilizzare per la qualificazione

AgID ha previsto l’utilizzo di una piattaforma dedicata con cui il fornitore dei servizi cloud, che intende conseguire la qualificazione CSP o SaaS, trasmette tutte le informazioni, le dichiarazioni e la documentazione prevista.

È in corso di sviluppo la versione alfa della piattaforma che, una volta rilasciata, sarà accessibile tramite cloud.italia.it/marketplace.

Note

[1]L’infrastruttura cloud è predisposta per fornire servizi cloud a molteplici tipologie di clienti (es. società private, enti pubblici, ecc.).
[2]L’infrastruttura cloud è predisposta per fornire servizi cloud ad uso esclusivo di una singola organizzazione (in questo caso la PA). L’infrastruttura deve essere di proprietà e può essere gestita dall’organizzazione stessa oppure da terze parti.
[3]L’infrastruttura cloud è predisposta per fornire servizi cloud ad una specifica comunità di organizzazioni che hanno requisiti e obiettivi condivisi. L’infrastruttura può essere di proprietà, gestita dall’organizzazione stessa oppure da terze parti (in questo caso da un Raggruppamento Temporaneo di Imprese).
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