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Il glossario del cloud

Consulta il glossario per approfondire il significato dei termini chiave relativi al cloud computing per le amministrazioni pubbliche.
Il cloud computing (in italiano "nuvola informatica"), più semplicemente cloud, è un modello di infrastrutture informatiche che consente di disporre, tramite internet, di un insieme di risorse hardware e software (ad es. reti, server, risorse di archiviazione, applicazioni software) che possono essere rapidamente erogate come servizio, consentendo all’utente di non dover preoccuparsi, ad esempio, di come configurare e installare un software sulla propria macchina. Le classi di servizio più comuni che caratterizzano i servizi cloud sono IaaS, PaaS e SaaS. Tali servizi possono erogati agli utenti secondo diverse modalità di fruizione: public cloud, private cloud e hybrid cloud.
Modello di distribuzione dei servizi cloud agli utenti finali. Si suddivide in tre tipologie: pubblico, privato e ibrido.
Principio secondo il quale le amministrazioni, per la definizione di nuovi progetti e per la progettazione dei nuovi servizi, prediligono il paradigma cloud rispetto a qualsiasi altra opzione tecnologica.
Combinazione del modello di cloud pubblico e di quello privato, ovvero un modello in cui l’utente utilizza risorse sia del suo cloud privato che di un cloud pubblico. Ad esempio, un utente che dispone di un cloud privato, può utilizzare le risorse di un cloud pubblico per gestire improvvisi picchi di lavoro che non possono essere soddisfatti facendo ricorso unicamente alle risorse disponibili nel cloud privato. Tuttavia questo modello comporta comunque la proprietà e conseguente gestione della parte privata delle infrastrutture, risultando in maggiori costi e rischi. Un altro esempio di cloud ibrido include il caso d’uso cloud edge, un modello che adotta anche edge data center distribuiti, per specifici carichi di lavoro (come quelli sensibili alla latenza). Questo modello estende il cloud al di là dei vincoli di una area geografica in altre zone, più prossime all’utente, e consente vantaggi di prossimità, risparmi in termini di banda di trasmissione necessaria per lo scambio dei dati e di tempi di analisi ed elaborazione di dati, rispetto a quanto sarebbe possibile con una connessione ad un data center.
Piattaforma che espone il catalogo di servizi e infrastrutture qualificate da AgID, secondo quanto disposto dalle circolari AgID n. 2 e n.3 del 9 aprile 2018, All'interno del cloud marketplace è possibile visualizzare la scheda tecnica di ogni servizio che mette in evidenza le caratteristiche tecniche, il modello di costo e i livelli di servizio dichiarati dal fornitore in sede di qualificazione.
Installato dall’utente nel suo data center per suo utilizzo esclusivo. I servizi vengono forniti da elaboratori che si trovano interamente nel dominio del cliente che detiene controllo e totale responsabilità della gestione delle macchine sulle quali vengono conservati i dati e vengono eseguiti i suoi processi, assieme ai complessi aspetti relativi alla sicurezza dei dati. Oltre allo scenario in cui si possiede interamente l’infrastruttura sui propri data center, un altro scenario possibile è quello in cui l’utente installa il proprio cloud privato nel data center di un terzo soggetto (tipicamente un fornitore di servizi cloud), in cui dispone di macchine dedicate. In questo caso, l’utente ha il controllo delle macchine anche se non risiedono nel suo dominio, e può configurarle secondo le proprie necessità.
Offerto da fornitori che mettono a disposizione la potenza di calcolo e/o di memorizzazione dei loro data center. Il tipo di servizi cloud che vengono offerti (IaaS, PaaS, SaaS) dipende dalla politica del fornitore stesso, così come il prezzo e la tariffazione. Uno dei maggiori vantaggi del cloud pubblico per il cliente consiste nella possibilità di poter utilizzare i servizi cloud richiesti limitatamente all’intervallo di tempo necessario. In questo modo, il cliente può ridurre notevolmente gli investimenti in infrastrutture digitali e ottimizzare l’utilizzo delle risorse interne che le gestiscono, oltre a trarre vantaggio dai già citati benefici.
Data center ovvero Centro Elaborazione Dati (CED). Si intende una struttura fisica, normalmente un edificio compartimentato, unitamente a tutti gli impianti elettrici, di condizionamento, di attestazioni di rete, di cablaggi, ecc. e ai sistemi di sicurezza fisica e logica, che in tale edificio sono presenti. È progettato e allestito per ospitare e gestire un numero elevato di apparecchiature e infrastrutture informatiche e i dati ivi contenuti, allo scopo di garantirne la sicurezza fisica e gestionale. La circolare AgID n. 1/2019, modificata dal Piano triennale, distingue i data center all’interno del percorso di razionalizzazione delle infrastrutture digitali tra:

  • data center di tipo A, in possesso dei requisiti minimi di affidabilità e sicurezza dal punto di vista infrastrutturale e/o organizzativo;
  • data center di gruppo B, con carenze strutturali e/o organizzative o che non garantiscono la continuità dei servizi.

Il termine DevOps nasce dalla contrazione delle parole development (sviluppo) e operations (esercizio/attività) per descrivere un insieme di principi, metodologie e strumenti basati sull'automazione dello sviluppo e della messa in produzione delle applicazioni.
Infrastructure-as-a-Service (IaaS), o infrastruttura distribuita come servizio: servizi cloud che permettono di allocare risorse infrastrutturali fisiche e virtuali (server, macchine virtuali, risorse di archiviazione e networking) su richiesta e con un pagamento commisurato in base al consumo di risorse. I principali benefici derivanti dall’adozione della soluzione IaaS riguardano la riduzione dei tempi di deployment, l’incremento di velocità, scalabilità e di disponibilità (uptime), la riduzione dei costi per l’acquisto, l’aggiornamento e la manutenzione dell’hardware, la possibilità di liberare risorse umane da impiegare in attività produttive diverse dalla gestione dell’hardware.
Combinazione di (almeno due) cloud dello stesso deployment model (pubblici/privati). Si differenza dal modello ibrido che prevede la combinazione di cloud pubblico e privato. Ha il vantaggio di consentire flessibilità, scegliendo il cloud sulla base delle specifiche esigenze e prossimità, rispettando, ove necessario, il principio di sovranità digitale, disponibilità e tempi di risposta.
Platform-as-a-Service (PaaS), o piattaforma distribuita come servizio: servizi cloud che forniscono strumenti e ambienti per lo sviluppo, il test, la distribuzione e la gestione di applicazioni software, solitamente tramite strumenti specifici forniti dal provider stesso e pannelli di configurazione fruibili via browser web. Una soluzione PaaS è progettata per consentire agli sviluppatori di progettare e creare applicativi concentrandosi sulle loro funzionalità, lasciando al fornitore del servizio aspetti come la configurazione, la gestione dell’ambiente di esecuzione dell’archiviazione o dei database. Tra i principali benefici vi è la riduzione dei tempi del ciclo di vita del software.
Software-as-a-Service (SaaS), o software come servizio: metodo per la distribuzione di applicativi software tramite internet, su richiesta e in genere in base a una sottoscrizione. Nel caso di una soluzione SaaS, i provider di servizi cloud ospitano e gestiscono il software e l’infrastruttura sottostante - anche per quanto riguarda gli aspetti di sicurezza - e si occupano delle attività di manutenzione (come gli aggiornamenti) con conseguenti vantaggi per il cliente che non dovrà impegnarsi in queste attività gestionali. Gli utenti si connettono all’applicazione tramite internet e possono accedervi da diverse tipologie di dispositivi (es. desktop, mobile, tablet, etc.), spesso con il vantaggio di poter lavorare in collaborazione e contemporaneamente (strumenti collaborativi).